venerdì 10 giugno 2011

Giardino verticale, in PET da riciclo con Woolly pocket.

Da un po di anni assistiamo all'evoluzione di tecniche e sperimentazioni per la creazione di verde verticale, molti si stanno occupando, in professionale e non, di sviluppare questa pratica per dare dignità a spazi urbani o della propria casa ma chi ha fatto di queste tecniche un arte e l'ha resa visibile a un vasto pubblico è Patrick Blanc, un artista francese che grazie al lavoro sinergico con i più importanti ed innovativi studi di architettura ha dato forma e valore ad intere pareti di imponenti costruzioni, caratterizzando spazi pubblici e privati, rendendo verdi e vivi parti di edifici e spazi urbani con poca possibilità di verde classico o orizzontale.

In questo post vediamo un modo semplice per riprodurre in casa o in terrazza dei piccoli giardini verticali utilizzando Modular Living Wall System, delle tasche di PET da recupero.

Prodotte dalla Californiana Woolly Pocket Garden Company questo sistema modulare di tasche da parete sono composte da uno strato completamente isolante, quello che poggia sul muro, in modo da evitare che il muro venga rovinato dall'umidità, il lato anteriore è invece traspirante, così da favorire l'evaporazione dell'acqua in eccesso e all'interno di uno strato di feltro che trattiene l'umidità più a lungo così da innaffiare meno spesso.

Con il tempo le piante, che dovranno essere scelte in modo accurato, copriranno completamente le tasche, riproducendo una parete apparentemente naturale.

Una tasca misura all'incirca 56X33 cm si possono mettere in serie ed essendo morbide e dotate di un passaggio per un tubo d'irrigazione goccia a goccia consentono di ricoprire qualsiasi superficie.
L'azienda produce anche altri prodotti altrettanto interessanti, The Modulr Garden (vasi modulari da giardino) e Freestanding Pockets (piccoli vasi per piccoli spazi).

domenica 15 maggio 2011

Snodiglia, la lampada da colli di bottiglia.

Ci sono tante tecniche per creare intrecci, nodi, sequenze, capaci di dare forma alle più diverse lampade realizzate in PET, eppure le cose semplici attraggono e intrigano molto di più chi dalla sintesi riconosce la complessità della composizione.

Non penso di esagerare o sopravvalutare il lavoro di Silvia Bragagnolo, collegare i colli delle bottiglie come nella parte che contiene la fonte luminosa, pensare ad una lampada che, anche se di poco, offre la possibilità di essere direzionata, sono particolari che nascondono pratica e progetto a ottimi livelli.

Alcuni dei lavori di Silvia Bragagnolo oltre che nel proprio sito sono presenti al Museo del Riciclo, un portale creato dal consorzio Ecoligh - sistema collettivo che si occupa della gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (raee) - con lo scopo di raccogliere le testimonianze di coloro che, attraverso un'idea, danno nuova vita agli oggetti "da buttare" ed essere un contributo in più in sostegno dell'ambiente.

La lampada Snodiglia è composta da colli di bottiglia in numero di 6, ha un altezza di 35 e un diametro di 10 centimetri, la fonte luminosa è pensata a led o a basso consumo.

Avremo modo di conoscere più approfonditamente Silvia in altri futuri post, il suo lavoro dall'approccio ludico/creativo merita di più.

sabato 7 maggio 2011

SIE43, la sedia in PET di Pawel Grunert.

E' del 2009 una delle più belle sedie realizzate in bottiglie di Pet post-consumo, è stata creata dall'artista, polacco, Pawel Grunert e si chiama SIE43.

Per capire l'approccio progettuale di un artista come Pawel basta fare un giro nel suo sito e ammirare le numerose opere capaci di raccontare mondi unici e fantastici. L'oggetto sedia a Pawel deve piacere veramente tanto, egli infatti ci lavora da tempo e le decine di esemplari di diversi materiali, di cui molti naturali, ne è un esempio, tra queste, SIE43 è l'unica lavorata con più di un centinaio di bottiglie di PET sostenute da una struttura in metallo.

Quest'ultima è stata pensata in modo da permettere alle bottiglie di non essere modificate, ragionamento che permette di sfruttare la resistenza del PET, infatti mantenendo il tappo si sfrutta la rigidità della bottiglia proprio grazie all'aria contenuta in essa. L'incastro dal collo negli anelli di metallo, saldati e tenuti insieme da una leggerissima struttura a maglia triangolare, fa della sedia SIE43 un bellissimo e completo esempio di riuso artistico/creativo.

Un esempio capace di sfruttare la resistenza di questo materiale anche in spessori sottilissimi è la sedia Sparkling, la sedia in PET e aria ad alta pressione, della quale abbiamo già parlato.

martedì 19 aprile 2011

Il PET e l'arte del riuso di Eduard Aldrovandi.

Abbiamo visto molti modi di riuso del Pet, tutti molto validi e interessanti, alcuni sicuramente eccelsi, tra questi entra di diritto anche il lavoro di Eduard Aldrovandi.

Il lavoro che mi appresto a pubblicare è solo una parte delle tante creazioni di Eduard, si tratta di lavorazioni tecnicamente perfette, molto raffinate e degne di attenzione.

Se siete interessati al riuso del PET e, come invoglia Eduard, a rendere il riuso un lavoro, non vi resta che osservare, studiare, rendere vostra la tecnica per poter sviluppare e mettere in pratica con maggiore libertà la propria creatività.

Eduard Aldrovandi data la sua sapienza merita sicuramente altri post, dal suo sito, che non a caso si chiama Pet-Art, si può capire il modo che circonda tanta passione e poter acquistare i sui prodotti.

venerdì 8 aprile 2011

Beth la poltrona in materiali riciclati di Moroso.

Alla vigilia del Salone Internazionale del Mobile di Milano 2011, vi invito a scoprire questa interessante poltrona presentata al Salone del Mobile dell'anno scorso da Moroso, progettata da Philippe Bestenheider.
Bestenheider è un designer laureato in Architettura al Politecnico di Zurigo, con master in Industrial design alla Domus Academy di Milano, che dal 2001 al 2006 è stato senior designer nello studio di Patricia Urquiola a Milano e dal 2007 ha un proprio studio con il quale collabora con importanti aziende.
La poltrona si chiama Beth e come tanti articoli di importanti aziende, sfruttando l'etichetta eco, ha fatto parlare di se su riviste e nel web, il progetto e le intenzioni sono interessanti, ma c'è un piccolo problema era un prototipo e tale è rimasto, non c'è ombra di produzione!
Speriamo che possa servire da spunto a chi ha intenzione di perseguire la strada, forse per qualcuno tortuosa, del prodotto attento all'ambiente.


Vi posto una descrizione che si trova internet e su varie riviste con piccole modifiche, la nostra fonte è www.stylepark.com.
"Beth è una poltrona interamente fatta in materiali riciclati. Una gomma riciclata costituisce la sua pelle. Questa superficie continua è stampata con colorati trompe-l'œil di maglie macro e viene cucita a vivo. Una fibra, anche lei proveniente dal riciclo delle bottiglie di plastica Pet, viene usata per il riempimento della poltrona e ne assicura l'avvolgente morbidezza". Philippe Bestenheider Beth è una poltroncina pensata per esterni privati e pubblici, è realizzata con una gomma rigenerata eco-sostenibile derivata dai pneumatici fuori uso, 100% made in Italy, e da un fiocco di poliestere ottenuto dal riciclo delle bottiglie. La gomma rigenerata è idrorepellente, resistente, priva di emissioni tossiche, e grazie alla tecnica decorativa (le stampe di immagini macro di tessuti anni '70 sono fatte direttamente su gomma) è presentata in molteplici soluzioni decorative. Inoltre il procedimento di costruzione, mantenendo separato il rivestimento dall'imbottitura, facilita il recupero del prodotto in tutti i sui componenti."


Trovate qualcosa anche qui:
www.architonic.com

lunedì 28 marzo 2011

Ikea e la serie Pluggis di PET da riciclo.

Anche Ikea ha incrementato l'utilizzo del PET riciclato, lo ha fatto per una serie appena aggiornata e ricca di novità, è la serie Pluggis.

Con ben 13 pezzi, dal porta riviste alle cassettine per la corrispondenza, la serie Pluggis ha tutti pezzi semplici, funzionali e con linee morbide, per ora in un solo colore, un grigio fumo adattabile a tutti i tipi di arredo.

Il designer è Marcus Arvonen che per Ikea ha firmato tanti altri oggetti come la famosa lampada a sospensione Ikea ps Maskros o la poltrona girevole Ikea ps Brygga.

Come tutti gli oggetti in PET o RPET questa serie è riciclabile come evidenziato nel catalogo: "Il materiale di questo prodotto si può riciclare. Controlla le norme sul riciclaggio del tuo comune e se esistono strutture per il riciclaggio nella tua zona".

Gli elementi che compongono la serie PLUGGIS sono:
  • Cestino per la carta h15
  • Cestino per la carta h 22
  • Contenitore con binario, 7 pezzi
  • Scatola per DVD con coperchio
  • Scatola per documenti con coperchio
  • Set di 2 portariviste
  • Set di 3 cassettine corrispondenza

mercoledì 23 marzo 2011

Concorso PlasticART.

Vi segnalo molto volentieri una interessante iniziativa promossa da Cubainmente Arte in collaborazione con uno dei maggiori produttori di materiali plastici italiani – SIPA Management Srl e l’Associazione Italiana Gomma-Plastica, divisione IPPR, Plastica Seconda Vita.
Vi allego integralmente ciò che potete trovare sul blog di Naiby Martinez Rivas e nel gruppo di Facebook di Cubainmente. Buona partecipazione!

Introduzione

Tutti hanno a mente il famoso Principio “Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” enunciato da Antoine Lavoisier, il chimico francese spesso indicato come padre della chimica moderna. Questo principio fu anche utilizzato nel tempo in diverse altre discipline come la filosofia, la matematica, la fisica sino alla letteratura. Possiamo allora pensare, per affinità al Principio, anche alla possibilità di riconsiderare per mezzo dell’Arte, la creatività ed il Design della Plastica. Da troppi anni purtroppo la Plastica viene considerata, nell’immaginario collettivo, come la materia che pone a rischio il nostro ambiente naturale e vitale; una materia dannosa per l’atmosfera, una specie di insulto all’uomo, ma necessariamente utilizzata. E’ pensata anche come sub - prodotto per apportare dei valori aggiunti o proteggere prodotti considerati di “eccellenza” come tessuti, alimenti , vini di manifattura preziosa, libri. Ma la plastica è anche, paradossalmente, simbolo di igiene e protezione, che crea benessere e necessità alla vita quotidiana. E’ notorio in verità che la plastica, se mal utilizzata, può davvero causare enormi danni all’ambiente ed per questo che, attraverso l’Arte e la sua grande forza d’impatto e comunicazione, si intende soprattutto sensibilizzare le nuove generazioni al corretto utilizzo e raccolta di questa ormai indispensabile materia. Oggi la plastica viene utilizzata quasi esclusivamente nell’ industria, quindi i suoi derivati non sono facilmente intercettabili per fini artistici; al contrario di altri più comuni come il legno, il ferro o il vetro, che sono sempre più visibili come struttura portante di Opere esposte nei Musei d’arte Contemporanea di tutto il mondo. L’iniziativa PlasticART, aperta a tutti, ha come obiettivo fondamentale quello di “Nobilitare la plastica” per se stessa; utilizzandola per scopi artistici, scultorici o di fotografia oppure in qualsiasi altra forma di creatività o design.

Mission:
  • La volontà di anticipare i tempi attraverso la conservazione di una materia (plastica) ritenuta fondamentale per la narrazione della nostra civiltà culturale e sociale.
  • Preservare gli studi e le conoscenze acquisite per realizzare e costruire un meraviglioso segmento fatto di coscienza, apportando lavoro e beneficio, e che rende migliore le nostre vite quotidiane.
  • Ripensare la Plastica vuol dire elevare ad icona un materiale di uso comune; estrapolandola dalle sue abituali funzioni, per collocarla in uno spazio nuovo ed inesplorato destinato solitamente alle opere d’Arte.
  • Cambiare l’ immagine stessa della plastica da prodotto negativo o secondario a prodotto di eccellenza attraverso le forme dell’Arte, per introdurla nel pianeta del “bello” con sensibilità e rispetto.
  • Accogliere Artisti pittorici, scultori, artigiani, fotografi, di ogni nazione e cultura di provenienza, senza distinzione di razza, età o sesso, all’interno della iniziativa PlasticART.
  • Inserire nel cosmo dell’Arte anche la plastica di riciclo come Opera dell’Ingegno.
  • Dare posto e voce alla plastica all’interno dell’Arte contemporanea moderna, sia in Europa che nel resto del mondo.
Idea:

Stimolare la creatività individuale per mostrare che dentro alla plastica esiste anche una potenziale energia a servizio dell'Arte, della cultura, della fantasia e del Design. Confermando e convincendo quindi che la plastica non è solo un materiale da correttamente "raccogliere", ma anche una materia per dare vita e dimensione al pensiero ed alle nuove idee.


Conclusione PlasticART

E’ un progetto artistico promosso da Cubainmente Arte in collaborazione con uno dei maggiori produttori di materiali plastici italiani – SIPA MANAGEMENT Srl www.sipamanagement.com e l’Associazione Italiana Gomma-Plastica – divisione IPPR, Plastica Seconda Vita. www.IPPR.it, EPI, VINCOTE, OK COMPOST.
Consiste nell’espressione artistica più libera nella sua creatività, con l’unico vincolo che le opere dovranno essere realizzate con un minimo del 60% di Plastica Riciclata, cioè recuperata da qualsiasi suo impiego primario di scopo.E’ quindi permesso l’accostamento, o la lavorazione congiunta, con qualsiasi altro materiale esistente in natura (i.e: ferro, vetro, ceramica. legno, tessuti, etc). E’ altresì consentita la stampa e/o la pittura di materiali artistico - fotografici, purché il supporto, naturalmente, sia in materiale plastico sia esso trasparente , bianco e/o a colori. Le opere selezionate, saranno accreditate della certificazione IPPR, e poste in vendita per mezzo di uno specifico sito web oppure in Mostre, opportunamente allestite in occasione di Fiere di Settore o di Ambiente/Ecologia e/o in spazi organizzati per specifiche manifestazioni tematiche. I materiali plastici di recupero potrebbero essere forniti (franco stabilimento), in dimensioni/colori/spessori/trasparenze dal main-sponsor Sipa Management srl, dopo richiesta accompagnata da brief creativo di realizzazione da parte dell’Artista.


Per partecipare all’iniziativa sarà necessario:
  • Artisti plastici/Artigiani Professionisti – invio Curriculum Vitae, Obra e/o idea da presentare naibymartinez@yahoo.it
  • Stop della selezione: 15 giugno 2011
  • In caso di accettazione, l’opera dovrà essere preventivamente inviata in materiale fotografico con prezzo indicativo; successivamente, su richiesta, fisicamente in Italia
  • Le opere saranno segmentate secondo le necessità espositive di ogni singola mostra

venerdì 18 marzo 2011

L'ambientalista dell'anno è Campano!

E' Antonio Diana, amministratore delegato della Erreplast, il vincitore del premio Ambientalista dell'anno 2010 intitolato a Luisa Minazzi, indetto da Legambiente e la rivista Nuova Ecologia.

Sembrerà strano ma in Campania, oltre alle numerose emergenze, esiste un imprenditoria che silenziosamente lavora, con la passione, l'intelligenza e la redditività richiesta dal mercato, creando innovazione e affronta la crisi nel modo giusto, la Erreplast ne è un grande esempio.

L'azienda si occupa di recupero e trasformazione di contenitori di plastica, la maggior parte PET, proveniente per il 65% dalla raccolta locale, è stata fondata nel 1999 da Antonio e Nicola Diana e si trova nell'area industriale di Gricignano D'Aversa, insieme all'altra azienda, la Sri, Società recupero imballaggi, rappresentano la più grande piattaforma integrata di recupero e riciclo di plastica, con una capacità di trattamento di ottantamila tonnellate all'anno.

Anche quest’anno, come nelle precedenti edizioni, il vincitore è stato scelto attraverso il voto popolare tra un gruppo di candidati selezionati preliminarmente dalla giuria di esperti presieduta da Alberto Fiorillo (portavoce Legambiente) e composta da Giuseppe Onufrio di Greenpeace, dalla giornalista tv Tessa Gelisio, da Filippo Solibello, conduttore di Caterpillar, dal giornalista Toni Mira di Avvenire e dal presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza.

“E’ significativo (ha dichiarato Marco Fratoddi, direttore de La Nuova Ecologia) che nel mezzo dell’ennesima emergenza rifiuti in Campania, il voto popolare abbia premiato un imprenditore della green economy che ha contrapposto l’innovazione alla crisi e che ha realizzato il suo progetto senza compromessi, coniugando trasparenza e qualità ambientale, in un territorio difficile come quello campano”.
Ritengo molto significativo fare impresa a questi livelli in un territorio martoriato dalla camorra e dalla cattiva amministrazione, non sottostare al sistema dominante di corruzione e sottomissione produce attività libere e dinamiche, tanti auguri Erreplast! tanti auguri Campania!!

sabato 12 marzo 2011

Educazione al riuso creativo del PET.

Nella continua ricerca di attività, progetti, novità che parlano di riciclo e riuso del PET mi sono imbattuto in un interessante sito, Jesterka, creato dagli utenti dei corsi tenuti da Veronika Pospíšilová. Si tratta di corsi per bambini di età scolare e prescolare nei quali si insegna, giocando, il riuso di materiali di scarto e in particolare di PET.

Veronika Pospíšilová lavora dal 1999 in diverse scuole elementari e materne proponendo laboratori nei quali i bambini diventano i protagonisti. I bambini materializzano le loro inquietudini creando insetti e animali, sviluppano l'intelletto e mettono a freno l'irrequietezza, spesso amplificata, in quei bambini che provengono da situazioni sociali svantaggiate.

Questi laboratori, importanti anche come educazione ambientale, Veronika li chiama "Experiential Education".


Queste esperienze si possono fare anche a casa coinvolgendo i propri figli e nipoti, facendo capire l'importanza del riuso e della pratica manuale.